La USIP esprime profondo cordoglio e totale vicinanza ai familiari dei due colleghi barbaramente uccisi nell'adempimento del loro dovere.

Ancora una volta due servitori dello Stato, e precisamente due giovani colleghi di 27 e di 31 anni, Pierluigi e Matteo, hanno perso la loro vita per garantire la sicurezza dei cittadini, colpiti a morte da due rapinatori che senza nessun tentennamento, come se nulla fosse, non hanno avuto nessuno scrupolo a compiere il barbaro gesto.

Il sentimento di rabbia è enorme, quanto accaduto è l'ennesima conferma che il tributo in termini di sacrifici, e in questo caso purtroppo di estremo sacrificio, che pagano i tutori dell'ordine è altissimo.

In un momento del genere bisogna evitare polemiche, ma lo sgomento è enorme e non si può non sottolineare che tutto questo è frutto di una politica della sicurezza poco lungimirante, piena di enormi falle, tutto ciò a causa di una mancanza di orizzonti progettuali di lungo termine che siano coerenti allo scopo che devono raggiungere le Forze di Polizia.

È arrivato il momento che la politica si assumi le proprie responsabilità, perché non si può morire a 27 e 31 anni, non si può più sopportare che la giustizia del nostro paese non garantisca una certezza della pena, non si può più sopportare che i sistemi di sicurezza per garantire l'incolumità degli operatori di Polizia abbiano ancora oggi delle enormi falle, non si può più sopportare che qualcuno possa pensare che salvaguardare la vita degli appartenenti alle Forze dell'Ordine non è una priorità del paese.

E' quanto afferma il Segretario Generale Nazionale della USIP Vittorio COSTANTINI, che continuando dichiara inoltre che, sarà meglio che tutte quante le forze politiche responsabilmente comincino a prendere decisioni chiare ed inequivocabili a garanzia delle Forze dell'Ordine e quindi a garanzia dello Stato e della sicurezza dei cittadini.

Roma 04 ottobre 2019

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