Il Segretario Regionale Sicilia Claudio De Luca scrive ai Questori siciliani in merito alla mancata applicazione delle vigenti Direttive ministeriali

Continuano a pervenire a questa O.S. numerose lamentale da parte dei colleghi in forza agli Uffici Immigrazione delle Questure di Palermo e Trapani, rispetto all’ormai quasi costante impiego degli operatori nei servizi di Ordine Pubblico anche in qualità di autista dei funzionari chiamati a svolgere O.P., facendo di fatto venir meno quanto previsto e stabilito dalla circolare 555I/C3c2/191 del 12 gennaio 2001, con la quale venivano date precise direttive ai Questori sulla riorganizzazione degli uffici stranieri e delle squadre mobili.

Si registra, infatti, che a causa delle richieste di personale da destinare all’espletamento dei servizi esterni (anche nei giorni di sabato e domenica, con conseguente maturazione del diritto del dipendente interessato a fruire del recupero del riposo non goduto), gli uffici amministrativi e strumentali per il disbrigo delle varie attività burocratiche (ingresso, soggiorno, respingimento, espulsione, riconoscimento di status di rifugiato, conferimento della cittadinanza o i relativi contenziosi) rischiano di ingolfarsi creando nuovamente lavoro arretrato che avrebbe ripercussione sull’utenza pubblica, anche in ragione della regolarizzazione del rapporto di lavoro dello straniero previsto dall’art. 103 decreto legge 19 maggio 2020 nr. 34 (emersione).

In proposito, non possiamo che concordare sulle legittime lamentele dei colleghi degli Uffici Immigrazione, che a seguito della riorganizzazione sono stati incardinati in un settore, qual è quello dell’immigrazione, che in questi ultimi anni ha assunto dimensione e complessità crescenti, tali da richiedere risposte operative precipue, un diverso impiego delle risorse umane e strumentali ed una rivisitazione nell’organizzazione del lavoro.

Nello specifico la stessa circolare riorganizzativa, nel riconoscere l’ampliamento degli strumenti giuridici applicabili e il consistente incremento del numero di procedimenti amministrativi in trattazione, dovuto alla esponenziale crescita dei flussi migratori regolari e clandestini, ha disposto che il personale in servizio presso gli uffici immigrazione, in ragione della peculiare professionalità posseduta ed acquisita anche attraverso corsi di formazione – aggiornamento e specializzazione, non dovrà di norma essere impiegato in altri ambiti lavorativi.

Pertanto, pur comprendendo le reali e nobili motivazioni che hanno indotto l’Amministrazione a disattendere la summenzionata circolare ministeriale, si richiama e si intima al rispetto e alla precipua attuazione delle direttive centrali in tema di uffici Immigrazione.

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