Siamo un sindacato che a priori non è contrario ad ogni proposta indirizzata a riorganizzare la Questura milanese, anzi siamo convinti sull’urgenza di mettere mano in molti settori.

Diventiamo refrattari, se non addirittura contrari, ad ogni tentativo di modificare gli assetti strutturali allorquando non si rispettano tempi e metodi idonei.

I tempi sono necessari per coinvolgere direttamente tutti i colleghi che operano nei settori da ristrutturare, rispettando il principio fondamentale della partecipazione.

Non ha alcun senso nascondersi dietro la sperimentazione senza una seria e approfondita consultazione dei colleghi. Inaccettabile che il processo di coinvolgimento degli operatori non lo faccia l’Amministrazione, incredibile che non lo facciano i sindacati.

La sperimentazione per il sindacato ha un senso compiuto proprio perché legato allo stimolo di coinvolgere tutti i colleghi nei processi di trasformazione.

Nella storia del sindacalismo italiano sono presenti tantissimi momenti di consultazione dei lavoratori, addirittura referendarie, e non possiamo credere che questo elemento di democrazia e trasparenza non si possa certificare nella Polizia di Stato!!! A meno che non si voglia abdicare il proprio ruolo nelle mani della stessa Amministrazione!!!

Il fallimento del progetto di istituire l’Ufficio Servizi Unico presso l’U.P.G. era già annunciato proprio per la mancata sensibilizzazione di chi vive quotidianamente la propria professione all’interno di questo importante e complesso settore.

Non solo, ma abbiamo con dispiacere osservato che la caccia al consenso dei colleghi sul progetto è cominciato dopo l’implementazione. Non se ne dolgano i colleghi interessati direttamente nell’articolazione amministrativa e di nuova gestione accentrativa, ma notare che ogni giorno gli stessi effettuano, senza soluzione di continuità, un’ora di straordinario con il conseguente accesso al buono pasto (tickets), cosa altro possa rappresentare ce la dovrebbero spiegare, soprattutto alla luce di una particolare attenzione della dirigenza a centellinare minuti di straordinario per chi opera per strada o alla negata opportunità di accesso allo straordinario di chi “disgraziatamente” è rimasto ad operare nella “terra di nessuno” della Caserma Garibaldi!!!

Non siamo contro i colleghi, come qualcuno nei corridori già va affermando, ma siamo per le buone pratiche amministrative e di rappresentanza degli interessi legittimi in uno scenario che ha perso negli ultimi anni i fondamentali del diritto.

Non vogliamo insegnare nulla a nessuno, ma solo confrontarci sulle questioni reali e senza condizionamenti di bottega, che generano scambi di basso cabotaggio contro l’interesse generale.

Comprendiamo che questi concetti siano avulsi e poco comprensibili ai sindacati di natura autonoma, ma da quelli che rappresentano la storia confederale nella Polizia di Stato, ci aspetteremmo qualcosa di più e “dimeglio”, ops, errore, di (staccato) meglio...

Milano,29 luglio 2020

La Segreteria Provinciale USIP Milano

 

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