Gianluca MAGNANI Segretario USIP di Parma invia al Questore una nota richiedente chiarimenti circa le recenti segnalazioni 

Non sono chiare le motivazioni oggettive che hanno portato alla segnalazione di alcuni Colleghi e di altri no. Certamente il Sindacato non intende sostituirsi al Questore, ma l'attività sindacale concreta ed onesta non può prescindere dalla pretesa di trasparenza e partecipazione.

Signor Questore,
recentemente  siamo venuti a conoscenza di un elenco nominativo che il precedente
Questore ha inviato alla Prefettura di Parma, al fine di far riconoscere il prestigioso
conferimento di cui all’oggetto; siamo ovviamente perfettamente consapevoli che si tratta
di una questione che ha avuto inizio prima del Suo insediamento, in ogni caso, tenuto
conto della Sua veste di massimo responsabile della Questura di Parma, e alla S.V. che
dobbiamo rivolgerci.
Ciò posto, non è certo nelle intenzioni dell’Unione Sindacale Italiana Poliziotti voler
giudicare prioristicamente l’operato del Suo predecessore, sarebbe auspicabile, però, nel
pieno rispetto reciproco dei ruoli, che la S.V. dia segnali di concreto coinvolgimento delle
OO.SS., informandoLe almeno sulle modalità di scelta e sui relativi parametri, utilizzati per
addivenire alla compilazione dell’elenco nominativo di cui sopra.
Invero la Questura di Parma, con nota del 7 ottobre 2020, rispondendo ad altre
Organizzazioni Sindacali che chiedevano delucidazioni in merito, ha messo per iscritto
alcune informazioni riguardante la problematica di cui all’oggetto, che per quel che ci
riguarda, francamente, riteniamo siano informazioni non esaustive, in quanto non
approfondiscono bene la tematica.
Vede Signor Questore, come dicevamo prima non siamo ad usi ad esprimere giudizi prima
di conoscere i fatti, e siccome, però, non vogliamone anche abdicare al nostro ruolo di
tutela della categoria, riteniamo indispensabile che la S.V. renda edotta l’U.S.I.P. attraverso
più approfondite delucidazioni, solo allora avremo la possibilità diverificare, ed
eventualmente di giudicare, se le scelte operate per il conferimento delle onorificenze in
parola, rispondano al più alto principio di equità.
In attesa di riscontro, si porgono i più cordiali saluti.