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USIP:Ricorrenza Strage di Capaci

Fare memoria attraverso esempi di onestà e ricerca del bene comune            

Il 23 maggio 1992 a Capaci vennero uccisi il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e gli uomini della scorta Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani, una strage che rimarrà sempre scolpita nella memoria di tutti quanti, perché rappresenta uno dei momenti più bui della storia recente del nostro Paese, su cui gravano ancora oggi pesanti ombre.

Una brutta stagione che potremo riscattare solo attraverso un reale cambio culturale basato sui valori dell’onestà e del bene comune, solo in questo modo avremo la possibilità d’imboccare la strada della giustizia e della verità.  

Se vogliamo fare vera Memoria - afferma il Segretario Generale Vittorio Costantini - se vogliamo veramente onorare i nostri caduti, occorre riappropriarsi di una autentica tensione ideale in grado di prospettare un virtuoso cambiamento della nostra società; un reale mutamento che passa, inevitabilmente, attraverso l’impegno concreto di ognuno di noi nel dare quotidianamente esempi di onestà e di ricerca del bene comune, contro ogni forma di violenza, contro ogni forma di mafia, tenendo ben presente che la mafia non è solo quella che spara, la mafia è anzitutto un modo di vivere, una forma mentis che distrugge ogni relazione sociale improntata alla giustizia e alla legalità.

Concludendo il Segretario Costantini afferma, il grave periodo di emergenza sanitaria che stiamo attraversando, ha messo in luce tantissimi esempi virtuosi, da parte di tutte quelle persone impegnate in prima linea che si sono spese per il bene degli altri; ecco, credo proprio che  l’unico modo per rendere giustizia,  l’unico modo per onorare chi ha dato la propria vita per il bene di tutti, l’unico modo per fare concreta memoria, sia quello di continuare a dare  buoni esempi, se vogliamo realmente cambiare la realtà delle cose dovremo rivolgerci alle generazioni future non con l’atteggiamento di chi predica bene e razzola male, ma dovremo rivolgerci loro con la responsabilità di chi agisce sempre con onestà e rispetto del prossimo. 

Roma 21 maggio 2020                                  

UFFICIO STAMPA

SEGRETERIA NAZIONALE

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