Il caso di Arianna Virgolino, giovane Agente della polizia Stradale, lascia senza parole per la evidente ingiustizia dalla stessa subita. Infatti, vincitrice di concorso, era astata ammessa con riserva al corso di formazione di otto mesi per un non più visibile tatuaggio al polso (perché fatto asportare chirurgicamente) e poi definitivamente ammessa al servizio da una sentenza del TAR.

Orbene, a seguito di ricorso dell’Amministrazione della P.S. al Consiglio di Stato, dopo parecchio tempo, dopo avere prestato servizio sulle strade del lodigiano ed addirittura dopo essersi distinta in un’operazione di polizia che le aveva fatto guadagnare una Lode consegnatale dal Prefetto di Lodi, proprio lo stesso giorno della consegna del premio, le veniva notificata la sospensione dal servizio.

Questa Organizzazione Sindacale si chiede come mai lo stesso trattamento non è stato riservato a tutti i concorrenti di quel concorso in analoghe situazioni; come mai si consente ad una persona di frequentare con riserva un corso di otto mesi (coi relativi costi per l’Erario) e non ci si contenta di una sentenza del TAR che la riammette definitivamente.

Tanto ci appare un inutile accanimento nei confronti di chi ha dimostrato sulla strada di essere un’ottima poliziotta.

11 Settembre 2020

Ufficio Stampa USIP
 

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