L’Unione Sindacale Italiana Poliziotti, unico sindacato di riferimento della Confederazione U.I.L. all’interno della Polizia di Stato, per il bene dei poliziotti e per il bene dell’immagine dell’Istituzione Polizia di Stato, ritiene doveroso segnalare che, da un po’ di anni a questa parte, non vi è una distribuzione congrua di capi di vestiario, basta fare un controllo nei vari Magazzini VECA, sparsi sul territorio, per accorgersi che sono praticamente sforniti di tutto il completo vestiario (a partire dal solgolo del cappello, e via via fino ad arrivare alle calzature), utile a soddisfare le esigenze di ogni singolo poliziotto.
I lavoratori di Polizia sono in gravissime difficoltà, moltissimi di essi, tanto per portare un esempio, hanno fatto servizio nei mesi estivi con i pantaloni e con le giacche invernali, e spesso con un livello di usura oltre il limite della decenza, poliziotti che quando hanno la fortuna di trovare un capo, non è mai della taglia giusta, trovandosi costretti a dover mettere mani al proprio portafoglio per pagare un sarto che riesca a rendere la divisa presentabile.

Invero, i problemi riguardanti la mancata o incompleta distribuzione dei capi di vestiario sono datati e, nonostante da tempo siano state date ampie rassicurazioni sulla imminente fornitura di materiali, la situazione peggiora ogni giorno sempre di più, ed oggi, purtroppo, ci troviamo a dover fare i conti con una realtà veramente imbarazzante, in quanto, oltre all’ estrema difficoltà di riuscire a reperire un pantalone, una camicia, una giacca, vi è anche la situazione surreale della totale mancanza dei gradi, delle mostrine, dei solgoli dei cappelli, una cosa di certo non di poco conto, soprattutto se si pensa che in questi ultimi due/tre anni con i vari concorsi banditi dopo l’ultimo riordino, migliaia di colleghi, nonostante abbiano cambiato ruolo, non hanno avuto la possibilità di reperire l’adeguato materiale per la nuova qualifica, e se a questo aggiungiamo che la maggior parte di questi colleghi dopo più di un anno, continuano ad avere il tesserino di riconoscimento del ruolo precedente, allora si può ben comprendere il livello di inadeguatezza della nostra Amministrazione nel dover garantire ad ogni singolo poliziotto quanto loro dovuto.

L’U.S.I.P. in quest’ultimo periodo ha effettuato una ricognizione per verificare l’attuale situazione della fornitura di vestiario sul territorio nazionale, purtroppo si è avuto modo di constatare che le problematiche, come sopra esposto, sono peggiori di quanto si poteva immaginare, un questione cruciale di palese evidenza che, oltre a comportare un grave disagio per i lavoratori di Polizia, comporta un evidente danno all’immagine della Polizia di Stato.

Qui di seguito, onde evitare lunghissimi elenchi di tutte le realtà che si trovano in estrema difficoltà, elencheremo ciò che è stato rilevato in due delle province italiane più grandi, ciò a beneficio di un quadro indicativo delle maggiori criticità esistenti che sappiamo benissimo interessano però tutto il territorio nazionale.


1. MILANO
La situazione che riguarda l’approvvigionamento del vestiario nella realtà milanese, nelle varie tipologie delle uniformi, è a dir poco drammatica.

Per il fabbisogno del solo personale della Questura di Milano, anche a seguito dei trasferimenti ministeriali del 11 dicembre 2019 e del 28 aprile u.s., (riguardanti l’assegnazione di Agenti in Prova del 206° e 208° corso, nonchè del 10° Corso Vice Ispettori), non è ancora arrivato nulla, tenendo peraltro presente che la prima vestizione della divisa operativa estiva risale all’anno 2014 e che il personale che lo ha ricevuto nel corso degli anni non ha avuto alcuna possibilità di rinnovare lo stesso materiale.

A fronte di una richiesta ufficiale della Questura di Milano di un numero congruo di materiale in riferimento alla divisa estiva, sono arrivati numero di capi che definire ridicoli è un eufemismo.

Ecco alcuni esempi:
• Berretti operativi estivi richiesti 2000, arrivati 300
• Polo Maschile mezza manica richieste 2000 arrivate zero
• Giubbino operativo maschile, richiesti 1400, arrivati zero, e così potremo continuare per tutti gli altri indumenti.


2. NAPOLI
Per quanto riguarda la situazione della realtà napoletana, il Magazzino VECA presenta notevoli difficoltà nell’approvvigionamento delle fondine destre, degli stivaletti (sia invernali che estivi), dei berretti operativi (invernali ed estivi), dei pantaloni operativi (invernali ed estivi). Inoltre al Compartimento Polizia Ferroviaria vi è una carenza per quel che attiene le polo, in quanto vi è una forte criticità nel trovare le taglie adeguate, le giacche di taglia piccola, nonché i pantaloni maschili di specialità di taglia piccola. Si aggiunge infine che al momento il magazzino vestiario della Polizia Stradale è completamente vuoto.


Come si può ben vedere la situazione non è per nulla rosea, e qui, come già sopra accennato, abbiamo voluto riportare solo i dati approssimativi di due delle realtà più grandi, ma siamo perfettamente a conoscenza che esiste una criticità estesa su tutto quanto il territorio nazionale, in pratica non esiste Questura o Specialità della Polizia di Stato che non abbia un reale problema sull’approvvigionamento di materiale e vestiario da distribuire ai colleghi. Potremo ancora continuare a citare i casi di Palermo, Cremona, Rimini, Caserta, Lecce, Potenza, ma ci fermiamo qui, altrimenti l’elenco sarebbe troppo lungo, basta sapere che i lavoratori di Polizia, ovunque essi prestino servizio, hanno in qualche modo, e sotto diversi aspetti, serie difficoltà nel reperire capi di vestiario (o per totale mancanza o per mancanza della taglia adeguata), e nel reperire il materiale occorrente in riferimento ai gradi, ai solgoli del cappello e alle mostrine.

Siamo consapevoli che negli ultimi anni, il motivo che più di altri ha contribuito a peggiorare la situazione di evidente carenza del vestiario, è stato il progressivo aumentare dei corsi di Allievi Agenti di P.S. che, a conclusione del percorso di formazione, vengono licenziati dagli Istituti di Istruzione senza la giusta dotazione del necessario materiale.

Questo sottrarsi ad una incombenza che negli anni passati era consolidata, è chiaro che pesa in modo determinante sulle strutture territoriali, implicando l’impossibilità di fare fronte alle esigenze di tutto il personale.

Sostanzialmente siamo di fronte ad un vero è proprio disastro che peggiora di anno in anno; le inutili rassicurazioni degli ultimi tempi dell’Amministrazione, non sono servite a nulla; ecco perché siamo convinti che solo una reale inversione di tendenza, nella gestione dell’approvvigionamento del vestiario, potrebbe in qualche modo far recuperare il terreno perduto, altrimenti, rebus sic stantibus, l’attuale disastro non si risolverà mai.

L’Unione Sindacale Italiana Poliziotti auspica che il Dipartimento di P.S., nel fare tesoro di questa nostra costruttiva segnalazione, si adoperi al più presto per risolvere una questione che ha raggiunto ormai livelli incresciosi, e dovrà farlo non solo per il bene di tutti quanti i lavoratori di Polizia, ma anche per salvaguardare quell’ immagine Istituzionale della Polizia di Stato che, in riferimento alla situazione specifica, sta sempre più sbiadendo.

Roma, 06 ottobre 2020

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